LU
LAURU
Nella tradizione
popolare lizzanese
"lu laùru" è
un simpatico
folletto anche se,
per alcuni, prende
le sembianze di un
gatto, di uno gnomo
o addirittura di un
demone.
Di solito lo si vede
girovagare di notte.
Si racconta di
persone svegliate di
soprassalto perchè
non riuscivano più a
respirare, a
chiedere aiuto o a
urlare perchè il
cosiddetto "Laùru"
si era posizionato
sul petto
dell'individuo
facendogli numerosi
dispetti.
Per scacciarlo vi
erano tre modi:
- si aspettava che
andava via da solo
- lo si spaventava
facendosi più forti
di lui
- si faceva il segno
della croce di
fronte a lui
Alcuni anziani
raccontano che,
quando si
possedevano i
cavalli o gli asini,
soprattuto nelle
masserie, il laùro,
andava tra gli
cavalli instaurando
con alcuni rapporti
di simpatia e con
altri di antipatia.
A quelli simpatici
faceva le trecce
alla criniera e alla
coda, mentre agli
antipatici toglieva
il cibo per darlo
agli altri.
Alcuni raccontano,
infine che, quando
il laùro si
presentava sotto
forma di gnomo,
bisognava togliere
il cappello per
poter avere tanta
ricchezza.
Un particolare ringraziamento all'amico Francesco
Pastorelli
per le sue continue ricerche atte a recuperare le nostre tradizioni popolari