Una manovra per la vita al progetto: “Genitori non si nasce…”

Responsabile scientifico dott.ssa Paola Pagano

Il 18-25-29 giugno e il 2 luglio 2015 alle 17,30 a Lizzano (TA) nella sede del progetto “Genitori non si nasce…”, si sono svolte quattro giornate di formazione sulle manovre salva-vita, acclocandina disostruzione-2olte con grande entusiasmo e interesse da parte della comunità locale.

Il progetto “Genitori non si nasce…” è ideato e coordinato dalla dott.ssa Paola Pagano, psicologa e dottore di ricerca in psicologia clinica, ed è promosso da due realtà locali: l’associazione di volontariato AttivaLizzano Onlus e l’associazione di promozione sociale Prospettive di Sviluppo, entrambe attive nella provincia di Taranto, con sede a Lizzano. Il progetto è vincitore del bando “PugliaCapitaleSociale. Cittadini attivi, comunità solidali”, emanato dall’assessorato al Welfare della Regione Puglia.

Le associazioni promotrici giungono a questa proposta con una storia molto diversa, anche se animate dal comune amore per lo sviluppo del territorio.

L’associazione AttivaLizzano, costituita nel 2010, opera nella tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente, ha realizzato molteplici iniziative di sensibilizzazione e di promozione della cittadinanza attiva per dare una risposta ai problemi ambientali, a cominciare dalla esalazioni della vicina discarica per rifiuti speciali.

L’associazione Prospettive di Sviluppo è attiva in ambito psico-sociale ed è nata nel 2009 vincendo il concorso “Principi Attivi – Giovani Idee per una Puglia Migliore”, dell’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Puglia. L’esperienza realizzata è stata pubblicata nel libro “I giovani e il futuro. Un’analisi delle culture giovanili tarantine” di Paola Pagano, edito da FrancoAngeli.

Il progetto “Genitori non si nasce…” è stato avviato a dicembre 2014 per offrire servizi rivolti alle coppie con un figlio nato da poco o in attesa, promuovendo attività orientate allo sviluppo di pratiche di accudimento per la crescita dei bambini. Ha rappresentato una proposta di sviluppo sostenibile completa mettendo insieme la tutela dell’ambiente, la salvaguardia della salute e il supporto psico-sociale che è stata accolta con molto interesse dai genitori.

Tra i servizi proposti vi è il “Percorso di formazione e riflessione”, condotto da professionisti ed esperti (psicologi, pediatri, odontoiatri, avvocati, podologi, nutrizionisti, ambientalisti) del territorio. Il percorso ha promosso l’integrazione tra sapere scientifico, conoscenze ambientaliste e patrimonio del contesto sociale in cui i genitori vivono, al fine di migliorare la relazione tra genitori e figli.

All’interno di questo percorso, sono state organizzate le quattro serate di formazione sulla manovra salva-vita, in collaborazione con la Simeup-Puglia (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica). In tutte le serate è intervenuta la dott.ssa Antonietta D’Oria, pediatra e istruttrice nazionale Simeup e, in quella finale, sono intervenuti anche la dott.ssa Lucia Peccarisi, pediatra e presidente della Simeup Puglia e il dott. Pasquale Ferrante, pediatra e istruttore nazionale Simeup.

L’intento è stato di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione del rischio di inalazione di un corpo estraneo nel bambino e diffondere la conoscenza delle manovre d’emergenza. Sempre più spesso avvengono incidenti tra le mura domestiche o a scuola, che, se non prontamente trattati, degenerano, in brevissimo tempo, in arresto respiratorio al quale segue quello cardiaco.

I bambini sono maggiormente esposti al rischio di inalazione per via dell’incompleta maturità della sincronizzazione dei riflessi di coordinazione neuromuscolare delle differenti funzioni delle vie aeree. L’inalazione accidentale di un corpo estraneo nel bambino è spesso conseguenza dell’azione simultanea del parlare o del ridere, mentre mangia o gioca. Secondo i dati dell’Istat, il 27% delle morti classificate come accidentali, nei bambini da 0 a 4 anni, avviene per soffocamento causato dall’inalazioni di un corpo estraneo o di cibo. La mancata conoscenza delle procedure di intervento idonee a disostruire un bambino fa commettere numerosi errori, come prendere per i piedi un bambino che sta soffocando o, peggio ancora, mettergli le dita nella cavità orale quando il corpo estraneo non è visibile.

Negli incontri, tutti i partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere e provare le manovre di disostruzione su manichini, alla presenza degli istruttori.

Il corso si è rivelato immediatamente utile, al di là di ogni immaginazione degli organizzatori. Infatti una partecipante alla terza giornata del corso, la dott.ssa Grazia Arcadio, all’indomani della formazione, si è trovata ad intervenire, presso un asilo nido di Grottaglie, per salvare la vita a un bambino di tredici mesi che stava soffocando. La tempestiva applicazione di tutto ciò che aveva appena appreso, le ha permesso di far espellere il corpo estraneo e, quindi, di evitare il peggio, con somma gioia di tutti i presenti.

Questo episodio ha dato una dimostrazione tangibile dell’importanza del percorso, dando a tutto lo staff degli organizzatori un nuovo impulso per procedere con questa iniziativa, anche dopo il termine del progetto, previsto per ottobre 2015.

Grazia Arcadio con Antonietta D'Oria PAOLA PAGANO responsabile progetto serata 2 luglio serata 2 luglioddd (3) serata 25 giugno 2015